Landscape Memories,
Sarah Bouasse
giornalista e scrittrice specializzata in odori e profumi
Che cosa può fare l’arte di fronte all’innalzamento del livello del mare, alle ondate di calore e al crollo della biodiversità? Ben poco, purtroppo. Ma, se non può cambiare il corso del mondo, può forse cercare di modificare il modo in cui noi, esseri umani, lo abitiamo. È ciò che cerca di fare l’installazione Landscape Memories, sollecitando una modalità sensoriale così spesso trascurata: il nostro olfatto. Cattura la nostra attenzione e ci invita a sperimentare nuovi modi di esercitarlo.
Ancora relativamente raro nel mondo dell’arte contemporanea, l’olfatto si rivela un mezzo particolarmente appropriato per rappresentare il paesaggio — una nozione, dopotutto, profondamente visiva — che ha ispirato l’artista Coco Brun: la costa adriatica della Puglia e il suo litorale particolarmente instabile, sempre più segnato dall’erosione del suolo. Per la sua fragilità e il suo carattere effimero, questo ecosistema trova un’evidente risonanza negli odori stessi, che sono, in ultima analisi, una questione di molecole volatili: elementi sfuggenti, mutevoli e destinati a evaporare. Per chi sa percepirli in questo modo, gli odori sono lezioni di impermanenza.
Per rendere giustizia alla straordinaria complessità di questo paesaggio tra terra e mare, l’artista Coco Brun, insieme alla profumiera Laurène Sourdillon, ha immaginato non una, ma tre composizioni, ciascuna delle quali cattura un aspetto del paesaggio: la freschezza crescente del mare, il profumo profondo della terra e la flora tipicamente mediterranea che fiorisce tra i due. Come magicamente emanati dalle sculture in ceramica, i tre profumi coesistono all’interno dell’installazione. Trasportati dal movimento dell’aria, si sovrappongono e si intrecciano e, come tre colori mescolati casualmente, generano un’infinita gamma di sfumature. Così, a seconda della propria posizione nello spazio in un determinato momento, ogni visitatore vive una percezione singolare.
Complesso, mutevole — in una parola: vivo — l’odore in Landscape Memories ci ricorda che un paesaggio non è una realtà fissa, ma una sinergia di interazioni perpetue tra gli elementi minerali, vegetali e animali che lo compongono.
E poi, naturalmente, ci sono i ricordi evocati dal titolo dell’installazione. I ricordi dei paesaggi che conosciamo, inesorabilmente destinati a diventare essi stessi dei ricordi, che sia tra un secolo o tra cinque anni. Ma anche i ricordi che già portiamo nel profondo di noi e che l’odore, grazie al suo straordinario legame con la memoria, può riportare alla superficie della coscienza, insieme a tutte le emozioni che vi sono associate.
È forse questo ciò che alcuni visitatori proveranno, se conoscono gli aromi caratteristici del Mediterraneo: la sorpresa e la gioia di essere trasportati, dentro di sé, verso orizzonti amati. Ma Landscape Memories si rivolge a tutti noi e suggerisce qualcosa di più profondo: respirare a pieni polmoni ciò che ancora esiste.